Italian civic and environmental education

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26 novembre 2012: Primo incontro del nascente MDF Padova

Ieri c’è stato il primo incontro del Movimento per la Decrescita Felice di Padova.

La serata è stata molto simpatica. Ho raggiunto il luogo dell’incontro, il patronato di Mandriola di Albignasego, in bici (Mario Intini che abita all’Arcella mi aveva offerto un passaggio, ma visto che alle 19 ero ancora in ufficio, ho preferito proseguire direttamente verso sud…) percorrendo la pericolosissima strada Battaglia (se non si prende l’argine al Bassanello, non c’è scampo).

Siccome sono arrivata parecchio in anticipo e fuori non c’era nessuno ho deciso di suonare in canonica. Don Franco, dopo un approccio un po’ titubante (non ci conosciamo e non si sa mai, i giovani d’oggi…), mi ha aperto, mi ha permesso di usare il suo PC ed anche di scaldarmi la cena (purè della mensa e hamburger gentilmente offerto da Attilio) che ho consumato in sua compagnia davanti ad una TV che parlava di Renzi e Bersani e ballottaggio e delle statistiche sui partiti (ma c’è ancora qualcuno pronto a schierarsi? Secondo me i sondaggi se li inventano…). In pratica abbiamo lasciato parlare la TV e ci siamo messi a chiacchierarci sopra di…politica!

Don Franco non è mica un prete qualunque: è un prete che prende posizione, che non si tira indietro dall’esprimere le sue idee, anche se contrastanti con la curia, e che crede che i principi bisogna portarseli sempre dietro… e quindi, giù a dirne a tutti!… è stato proprio divertente.

Don Franco mi ha anche offerto caffè e dolce…peccato che, da ben 1 giorno, mi fossi ripromessa di evitare i carboidrati di sera (oggi grazie a JB abbiamo già fatto un’eccezione con la nutella, benedetto francese…). Prima di accomiatarmi, mi ha lasciato un volantino scritto da lui, con parole di fuoco sulla situazione politica attuale…volantino che ha fatto poi il giro degli aspiranti soci di MDF fra esclamazioni e variegate espressioni apprezzamento “Oooh! Questo si è un prete con le palle!”.

Nel frattempo, continuavano ad arrivare persone di tutte le età. A sala stipata (ben oltre le aspettative degli organizzatori, eravamo più di 30), Marco Majer ha dato inizio alla riunione, dividendoci in gruppi di 4 e chiedendoci di scrivere cosa sapevamo fare. Io sono capitata con Morgan Cimò, mediatore culturale (parla cinese) e cuoco, Armando Stasi, studente di filosofia e cuoco, e Cesare, meccanico e…cuoco, naturalmente! Tre cuochi ed una buongustaia: sembrerebbe un messaggio propizio, non fosse che in tutti questi propositi di decrescita, l’unica cosa che tende a diminuire è il mio peso!

Dopodiché, siamo passati all’articolatissimo e dibattutissimo statuto. Fra i commentatori, pare siano prevalse le voci femminili…beh, (per chi mi conosce) mica solo la mia! Anche quella di Martina ingegnere elettronico e di altre due agguerrite ragazze (agguerrite in senso buono), che sono parte del gruppo che ha lanciato questa idea dell’associazione.

Per quanto mi riguarda, ho fatto notare che bisogna costruire una rete efficiente per promuovere le iniziative e farle diffondere…viralmente, come direbbe Enrico Gorini di Jungo. Massimo ed altri hanno detto che MDF potrebbe essere il luogo opportuno per farlo: magari!!! In effetti, già lo stanno facendo, bisogna solo far evolvere la cosa un po’ di più.

Poi si è parlato dell’importanza della trasparenza del bilancio, un altro signore ha evidenziato l’utilità di dare più strumenti ai singoli per diventare ognuno artefice del necessario cambiamento, ecc. Di cose da fare ce n’è veramente tante, più cose che teste, però unendo le forze in teoria qualcosa dovrebbe venir fuori!

L’unica cosa che non mi entusiasma di questo movimento, di cui per il resto credo di condividere tutto, è …il nome! In realtà, razionalizzare l’uso delle risorse, cercare di riprodurre i sistemi ciclici naturali invece che quelli dissipativi umani, prediligere l’utile…non vuol dire solo decrescere! La decrescita degli sprechi implica necessariamente crescita di tante altre cose più importanti: consapevolezza,  condivisione, vivibilità e, quindi, benessere! Il fine di tutti noi non è la decrescita, ma garantire che la vita di ognuno, e quella umana in generale, possa dipanarsi nelle migliori condizioni, preservando quello che ci rende felici: i rapporti umani, la salute, la soddisfazione del costruirci ogni giorno un nido ed un contesto più  accoglienti, e la bellezza straordinaria di quello che ci circonda.

Comunque non è il caso di iniziare contenziosi sulle denominazioni: pensiamo ai contenuti, valà!

E allora, felice decrescita a tutti!

ps: troppo bravo, Massimo Montelatici! Qui trovate il suo elenco dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidali) di Padova

 

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estergiusto

Author: estergiusto

Ingegnere per l'Ambiente Insegnante per...passione :) Nata a Padova nel '78, laureata con sollievo di tutti ed in particolare mio in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio (sia a Padova che in Danimarca - questo lo sottolineo perché ha sempre un certo impatto), ho lavorato come ingegnere per 9 anni per una grande azienda padovana. Da ormai quasi 3 anni "vivo di rendita" in senso propriamente detto: grazie ad i miei genitori che mi hanno insegnato l'arte della sobrietà, nonostante le mie entrate non siano esorbitanti (oggi gli ingegneri son pagati meno degli operai!) sono riuscita a mettere da parte il necessario per acquistare una casetta sgarrupata, ma con giardinetto, a meno di mezzora a piedi dal centro: questa è vita! Qui vivo con due malcapitati inquilini tedeschi e con due gambiani che ritengono di essere le mie cavie. E forse lo sono. Nel poco tempo libero - quasi nullo - che mi lascia la mia attuale professione di "house manager" mi preparo ad insegnare una nuova materia: un misto di lingua italiana, educazione civica ed educazione ambientale...super-interessante, no? Per me, si :D *** Environmental engineer En...thusiast teacher Born in Padova in 78, graduated -with relief of all my family and especially mine - in Environmental Engineer (both in Padova and in the Technical University of Denmark - I underline this as it has always a certain impact), I worked as a engineer for 9 years for an important company. From about 3 years I live of annuities, thanks to my parents who tought me the art of sobriety and of surviving even if incomes are not enormous (today Italian engineers are paid less than factory workers). I could save enough money to buy a little house, decrepit but with garden, at less than 30 mins from the city center: this is life ;)! Here, I live with two unfortunates German students and two Gambian guys, who think they are my "guinea pigs". And maybe, in some ways, they are ;) In the almost unexisting free time left by my "house manager" profession, I train as a teacher for a new subject: a mixture of Italian language and civic plus environmental education. Interesting, right? For me, definitely! :D