Eco-Corsi in italiano

Educazione alla sostenibilità per cittadini italiani e stranieri

Gruppi di Acquisto Solidali

Ho iniziato ad approfondire il tema dei G.A.S. in occasione del convegno tenutosi presso lo

Sherwood Festival,  giovedì 23 giugno 2011, ore 21
dal titolo:
Riconversione ecologica del modello di sviluppo: in Veneto è possibile?

Organizzatori erano Critical Book and Wine in collaborazione con Associazione Ya Basta e BlowBook

Relatori: Gianfranco Bettin e Guido Viale, autore del libro “La conversione ecologica”: Matteo Ceruti (Legale Comitati Porto Tolle), Francesco Miazzi (Lasciateci Respirare – Monselice), Valter Bonan (Comitato Acqua Bene Comune – Belluno, Sandro Sabiucciu (Coordinatore SEL Mestre), Luana Zanella (Costituente ecologista).

Erano invitati attiviste/i dei comitati che difendono i beni comuni in Veneto

Il convegno è stato molto interessante, veramente.
Da approfondire, i concetti di “cassa depositi e prestiti” e di “reddito di cittadinanza” di cui hanno parlato rispettivamente Luana Zanella e Gianfranco Bettin. La mattina successiva al convegno, ho creato il seguente “motto”:
“G.A.S.iamoci!” :)
Che non significa “asfissiamoci” coi gas di scarico, ovviamente. Gasiamoci nel senso di “entriamo a far parte di un G.A.S., un Gruppo di Acquisto Solidale”.

Da sempre mi chiedo: ma che soluzione si può dare a quelle persone che vengono licenziate dai cementifici, dalle fabbriche di Marchionne, dai poli chimici? La soluzione passa sicuramente attraverso una fase di “riappropriazione” del territorio.

A mio avviso, riappropriarsi del proprio territorio significa anche tornare a valorizzare la ricchezza ambientale che esso possiede. Ed iniziare a strapparlo al cemento, che ingrigisce, uniforma e surriscalda tutto. Strapparlo fin da sotto il sedere dei politici che hanno permesso che questo cemento si posasse in quantità  così esagerata in Veneto.

Perché la “colpa” dei primati negativi sullo stato di salute del Veneto non è degli imprenditori: gli imprenditori pensano al loro profitto, talvolta ciecamente, ma non sono loro che sono chiamati ad avere una visione globale di quel che stanno facendo. Sono i politici che dovrebbero indirizzare gli imprenditori ed i privati in generale, verso ciò che si può e ciò che NON è il caso di fare, a meno di ricavarne conseguenze negative rispetto alla sicurezza ed al benessere di tutti. La classe politica dovrebbe essere più consapevole e preparata sui temi della difesa del territorio, in tutti i suoi aspetti.

Una possibile passo verso la riappropriazione del territorio potrebbe venire dalla pubblicazione, da parte di ogni comune, di mappe geografico-tematiche dei sistemi produttivi locali, comprendenti localizzazione ed informazioni su:
– produttori agricoli
– artigiani (falegnami, muratori, idraulici, …ecc)
– produttori di materiali di vario tipo (plastica, carta, tessuti, pelli…)
– produttori, singoli ed imprese, di beni di vario tipo (dall’abbigliamento a tutti gli oggetti di normale utilizzo)
– tecnici vari (esperti in sistemi informatici, audiovisivi, ecc…)
– professionisti (medici, avvocati, ingegneri)
Ecc ecc
Su google-map abbiamo già molte di queste informazioni, ma non sono organizzate. Alcune informazioni sono molto difficili da reperire. Ad esempio, dove si trovano le cartiere, cioè quelle industrie che macerano la carta per farne di nuova? Dove le imprese che riciclano la plastica? Dove quelle che trasformano il sughero in lastre isolanti? Avere queste informazioni favorirebbe lo sviluppo, a mio avviso, di una diversa economia.
Gli stessi comuni, anzi meglio i quartieri, dovrebbero pubblicizzare i GAS e dire ai cittadini “formate dei gruppi di acquisto, così potrete controllare da vicino come vengono prodotti i beni. E grazie alla tecnologia che ci permette di comunicare con l’altra parte del mondo, potrete verificare che i costi che vi sono attribuiti siano in linea con quelli imposti altrove”.

In una organizzazione del genere, non c’è spazio per disoccupazione. Colui che si trova momentaneamente senza lavoro, viene sostenuto dagli altri del gruppo, e si da da fare aiutando finché non trova un altro lavoro. Fra l’altro, un sistema del genere come si diceva ieri commentando il libro di Viale, favorisce la socializzazione e fa crescere i rapporti umani, e permette di riappropriarsi delle proprie tradizioni, e di sviluppare conoscenze compatibili con le peculiarità del territorio stesso.

Favorirebbe un recupero di diversità, biologica e anche culturale.
E finalmente, tornerebbe ad avere senso il viaggio attraverso il mondo: perché non si viaggerebbe più da un posto ad un altro che tende per impostazione ad assomigliare al primo (grazie all’espansione della monocultura consumistica che a tutti fa piacere gli stessi cibi, gli stessi vestiti, le stesse case, le stesse auto ecc ecc….) ma da un posto ad un altro con le proprie caratteristiche ben conservate, che lo rendono diverso. Questo viaggio si, farebbe arricchire! Attualmente, viaggiamo fra posti che tendono sempre di più ad assomigliarsi, nella uniformità globale che rischia di spegnere qualsiasi tipo di diversità.
Questa riconversione ecologica dovrebbe proprio partire dal Veneto, una delle regioni più “martoriate” d’Europa: 1100 kg di cemento consumato all’anno pro capite contro la media europea di 400 e quella italiana di 800.
Forza Veneto!

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estergiusto

Autore: estergiusto

Ingegnere per l'Ambiente Insegnante per...passione :) Nata a Padova nel '78, laureata con sollievo di tutti ed in particolare mio in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio (sia a Padova che in Danimarca - questo lo sottolineo perché ha sempre un certo impatto), ho lavorato come ingegnere per 9 anni per una grande azienda padovana. Da ormai quasi 3 anni "vivo di rendita" in senso propriamente detto: grazie ad i miei genitori che mi hanno insegnato l'arte della sobrietà, nonostante le mie entrate non siano esorbitanti (oggi gli ingegneri son pagati meno degli operai!) sono riuscita a mettere da parte il necessario per acquistare una casetta sgarrupata, ma con giardinetto, a meno di mezzora a piedi dal centro: questa è vita! Qui vivo con due malcapitati inquilini tedeschi e con due gambiani - il mio compagno/marito ed un amico - che ritengono di essere le mie cavie. E forse lo sono. Nel poco tempo libero che mi lascia la mia attuale professione di "house manager" insegno in lingua italiana (con qualche incursione nell'inglese e nel francese se serve) educazione civica ed ambientale ed altre materie su richiesta...super-interessante, no? Per me, si :D *** Environmental engineer En...thusiast teacher Born in Padova in 78, graduated -with relief of all my family and especially mine - in Environmental Engineer (both in Padova and in the Technical University of Denmark - I underline this as it has always a certain impact), I worked as a engineer for 9 years for an important company. From about 3 years I live of annuities, thanks to my parents who tought me the art of sobriety and of surviving even if incomes are not enormous (today Italian engineers are paid less than factory workers). I could save enough money to buy a little house, decrepit but with garden, at less than 30 mins from the city center: this is life ;)! Here, I live with two unfortunates German students and two Gambian guys (my husband and a friend), who think they are my "guinea pigs". And maybe, in some ways, they are ;) In the free time left by my "house manager" profession, I try to teach a new subject: civic plus environmental education (and other subjects on request). Interesting, right? For me, definitely! :D

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