Eco-Corsi in italiano

Educazione alla sostenibilità per cittadini italiani e stranieri

Inizio della mia attività di volontaria per l’ambiente e la salute

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Il 21 Marzo 2010 l’assessore all’ambiente del Comune di Padova, Alessandro Zan, mi invita (via FB :)) ad un party per sponsorizzare la sua candidatura alla Provincia. Il party si tiene al Gustò in zona industriale. Io e Riccardo decidiamo che è una buona opportunità di passare la serata. L’assessore si presenta mentre divoro gli stuzzichini offerti da SEL (Sinistra Ecologia e Libertà). Gli dico subito che gli scriverò una mail. E così sarà.

La mia prima mail a Zan ha per oggetto “il nuovo Cavalcaferrovia Sarpi-Dalmazia”. La trovate fra le pagine “Scritti”.

A seguito della mail, che Zan trova precisa, lo stesso mi invita a prendere appuntamento. Tuttavia due appuntamenti saltano. Nel frattempo in ufficio uno dei miei dirigenti, l’ing.Alberto Galli, mi fornisce documenti illustrativi sulla situazione fognaria della città di Padova. Anche in quel campo, come in tutto il settore ambientale, c’è molto da fare. In primis, è necessario CONOSCERE il territorio, se si vuole scoprire quali sono le priorità su cui intervenire. E sulla conoscenza siamo molto indietro.

Prendo quindi appuntamento con il neo-assessore Micalizzi, il quale lo estende a Zan, per proporre lo sviluppo di sistemi informatici che permettano di acquisire, in modo semplice e continuo, consapevolezza della stato ambientale. Il mio punto di riferimento è Google e le sue mappe: mi sembra assurdo che non esista ancora, su un supporto simile a quello, una mappatura delle fonti inquinanti puntuali e distribuite, collegata con un database che riporti le relative informazioni quali-quantitative. Eppure i mezzi informatici ci sono. Come fa la politica a decidere su cosa bisogna intervenire, se l’accesso alle informazioni è così complesso?

All’incontro partecipa anche il dirigente della mia azienda, l’ing. Alberto Galli. Zan decide che la proposta non lo entusiasma. Troppi interessi, sia degli enti privati che di quelli pubblici, si oppongono alla realizzazione di un sistema del genere. E poi, a quale cittadino potrà interessare lo stato di salute del Brenta? Zan propone quindi di stringere il campo sul soggetto “sistema idraulico-fognario di Padova”, di competenza di Micalizzi.

Nei giorni successivi, mi impegno in ufficio a stilare una proposta tecnico-economica da sottoporre a Micalizzi, che potrebbe diventare oggetto di gara. A nostro avviso, sarebbe fondamentale che Padova fosse dotata quanto meno di un sistema informatico per facilitare la ripartizione delle competenze fra gli enti che gestiscono il sistema idraulico-fognario della città. Più di una volta quel sistema è andato in crisi. La fuoriuscita (“rigurgito”) di acque reflue miste a pioggia in caso di precipitazioni intense non è un caso strano.

E’ in un giorno di pioggia dei molti che caratterizzano l’inverno 2010 che mi ritrovo con le ruote della bici a terra, e Fabio (allora uno sconosciuto. ora mio amico) mi da una mano. Qui il racconto: http://www.marcodemitri.it/bicicletta-vespa-ester-giusto/

Qualche tempo dopo mi presento con una collega presso l’ufficio di Micalizzi. Gli mostriamo quello che si può fare utilizzando un GIS (Sistema Informatico Georeferenziato), e come potremmo applicarlo anche a Padova. Sembra interessato. Tuttavia mi fa sapere, successivamente, che il Comune non ha neppure i soldi per sfalciare l’erba nei giardini (pazienza, mi dico, è inverno!) e quindi una cosa del genere sarà difficile da proporre.

A novembre 2010 una spaventosa alluvione mette in ginocchio anche Padova. Vedere il canale Brentelle, che supero in bici ogni mattina, lambire in quel modo l’intradosso del ponte fa veramente impressione.

Tuttavia, nonostante questo, continua a non essere chiaro chi (Comune, Consorzio di Bonifica, APS, Genio Civile, Provincia….) abbia competenza su cosa. E questo rischia di limitare fortemente, in generale, l’incisività degli interventi. In particolare, di quelli PREVENTIVI. A Padova, si continua a costruire. Si costruisce, e non si demolisce. Eppure, la nostra pianura non è infinita.

Nel frattempo, il 5 Ottobre 2010, su richiesta della cittadinanza ed in particolare dei cittadini del rione San Lazzaro, rappresentati da alcuni comitati fra cui il Comitato Difesa Salute e Ambiente Padova Est, viene indetta una assemblea straordinaria sul tema dell’inceneritore. Nota un po’ stonata: invece che, come da regolamento, essere affissi una settimana prima dell’incontro, i manifesti di invito sono affissi 2 giorni prima dell’assemblea. La partecipazione è in ogni caso molto elevata, e si apre un intenso dibattito.

A seguito di questa assemblea, si delibera la costituzione dell’Osservatorio sull’Inceneritore di San Lazzaro, con l’obiettivo di rendere più trasparenti i dati delle emissioni, verificare che il sistema di gestione dei rifiuti a Padova sia conforme a quanto stabilito dalle direttive europee, e spingere verso una gestione sempre migliore. Il Comune di Padova è un po’ una “pecora nera” della Provincia, dal nostro punto di vista: è l’unico con percentuale di raccolta differenziata intorno al 40%. La media provinciale si attesta intorno al 70%. Siamo sicuri che non si può fare meglio? Siamo sicuri che la realizzazione di una terza linea di incenerimento sia necessaria? Molti non la pensano così.

Due ragazzi del Comitato Difesa Salute e Ambiente Padova est, fra cui Martina, mi invitano ad unirmi al loro gruppo: servono persone con competenza nel settore, ed in qualità di ingegnere ambientale potrei dare una mano. Accetto ben volentieri. Ed inizia la mia avventura di “volontaria per l’ambiente e la salute” in veste ufficiale.

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estergiusto

Autore: estergiusto

Ingegnere per l'Ambiente Insegnante per...passione :) Nata a Padova nel '78, laureata con sollievo di tutti ed in particolare mio in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio (sia a Padova che in Danimarca - questo lo sottolineo perché ha sempre un certo impatto), ho lavorato come ingegnere per 9 anni per una grande azienda padovana. Da ormai quasi 3 anni "vivo di rendita" in senso propriamente detto: grazie ad i miei genitori che mi hanno insegnato l'arte della sobrietà, nonostante le mie entrate non siano esorbitanti (oggi gli ingegneri son pagati meno degli operai!) sono riuscita a mettere da parte il necessario per acquistare una casetta sgarrupata, ma con giardinetto, a meno di mezzora a piedi dal centro: questa è vita! Qui vivo con due malcapitati inquilini tedeschi e con due gambiani - il mio compagno/marito ed un amico - che ritengono di essere le mie cavie. E forse lo sono. Nel poco tempo libero che mi lascia la mia attuale professione di "house manager" insegno in lingua italiana (con qualche incursione nell'inglese e nel francese se serve) educazione civica ed ambientale ed altre materie su richiesta...super-interessante, no? Per me, si :D *** Environmental engineer En...thusiast teacher Born in Padova in 78, graduated -with relief of all my family and especially mine - in Environmental Engineer (both in Padova and in the Technical University of Denmark - I underline this as it has always a certain impact), I worked as a engineer for 9 years for an important company. From about 3 years I live of annuities, thanks to my parents who tought me the art of sobriety and of surviving even if incomes are not enormous (today Italian engineers are paid less than factory workers). I could save enough money to buy a little house, decrepit but with garden, at less than 30 mins from the city center: this is life ;)! Here, I live with two unfortunates German students and two Gambian guys (my husband and a friend), who think they are my "guinea pigs". And maybe, in some ways, they are ;) In the free time left by my "house manager" profession, I try to teach a new subject: civic plus environmental education (and other subjects on request). Interesting, right? For me, definitely! :D

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