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Interspar: frode voluta o subita? In ogni caso, i consumatori ne…fanno le spese!!!

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Attenzione alla pubblicità dell’Interspar:

Ci sono dei bei piatti bianchi in porcellana ad un prezzo veramente interessante (12,90 euro, 19 pezzi…a dicembre li vendevano a 14,99 euro). Perché devi fare attenzione??? Perché I PIATTI NELLA FOTO e, forse, in esposizione, SONO DIVERSI DA QUELLI CHE TROVERAI NELLA CONFEZIONE!!!

LEGGI LA MIA AVVENTURA…ed evita di “farne le spese” pure tu!

Prima di Natale sono andata a dare un’occhiata al nuovo Interspar costruito al posto della SAIMP.

Non pensavo di fare spese, ed alla fine, miracolo, sono uscita con un sacco di acquisti in mano. Fra questi, i PIATTI DIAMOND, un bellissimo servizio in porcellana bianca, di provenienza sconosciuta (ho cercato il produttore dovunque, ma non ce n’era traccia sulla scatola!).

“Che bello!” penso entusiasta “Finalmente i miei ospiti mangeranno su piatti tutti uguali!” Nella mia mente un pensiero veloce si fa strada “Possibile che 19 piatti costino solo 15 euro? Chissà se questo costo può garantire delle condizioni di lavoro sane…”. Ma i piatti sono troppo di mio gradimento, ed il pensiero è prontamente accantonato.

Tornata a casa, apro la scatola per mostrare orgogliosa il nuovo acquisto, e che vedo??? Orrore!!!!! I piatti acquistati sono DIVERSI da quelli ESPOSTI, e diversi da quelli nella foto sulla scatola, e divesi ancora dalle dimensioni indicate sempre sulla scatola (in particolare quello fondo). Insomma, un effetto ben più misero!!!

Delusa, torno all’Interspar facendo notare il problema. Mi dicono di rivolgermi alla sede centrale a Mestrino, e di fare un giro per gli altri interspar a vedere se altrove trovo quelli “non difettosi”, visto che da loro sono finiti.

Il giorno dopo, una domenica, mi metto alla speranzosa ricerca dei “miei piatti”, insieme allo stoico Jean Benoit, che da subito mi allerta “stai perdendo tempo!!!” Ed infatti non c’é niente da fare: dentro le scatole, sempre il servizio in versione “sopresa!”.

Tornata all’Interspar del Plebiscito, mi dicono che l’unica soluzione è quella di fare un reso. Non c’é possibilità di reclamare ed ottenere i piatti che voglio. Mi rifiuto, anche perché, grazie a tutte le spese del giorno prima, quei piatti avevano goduto dello sconto di 20 euro: se facevo un reso, non mi restituivano il loro valore, ma il valore scontato!

Mi tengo quindi i piatti, ed il giorno dopo telefono all’ufficio acquisti (ASPIAG Service). Matteo Valdernini mi risponde che non riesce a capire la differenza fra il piatto esposto e quello che mi è toccato in sorte. Rispondo che è una differenza geometrica

  • “22,80 centimetri di diametro quello esposto, 21,40 quello comprato”
  • “4,80 centrimetri di altezza quello esposto, 4,00 cm quello comprato”
  • “9,00 cm diametro interno di quello esposto, 11,50 cm di quello comprato”.

Più chiaro di così!!! Matematico, direi.

Non vi racconto le peripezie ed i giri successivi, perché sono da mal-di-testa!!!

Qualche tempo dopo, trovo all’Auchan dei piatti -questa volta, di sicura provenienza cinese, ma rinuncio anche solo a formulare il pensiero critico. Caspita, per anni piatti che non mi andavano bene, ed ora, a distanza di poco tempo, 2 servizi “da battaglia” che mi piacciono…però! Decido quindi di comprarli, anche se comunque avevano meno “carattere” di quelli (ipotetici) dell’Interspar. E di fare il reso. Ma mi rode, mi rode!!!

Il giorno dopo, ritelefono a Matteo. Mi risponde un suo collega, che mi spiega che non c’è niente da fare: la partita è fatta così.

  • “Ma scusi” dico io “sulle merendine scrivono “il prodotto in foto potrebbe non corrispondere all’originale” E NON LO SCRIVONO SUI PIATTI???? ANZI, METTONO PURE LE MISURE, E POI TE LI VENDONO DIVERSI???? MA CHE SERIETA’ E’?
  • “Eh mi dispiace, ma solo lei ha reclamato, e per uno, non ci mettiamo mica a fare problemi al fornitore”
  • “Posso almeno sapere CHI è il fornitore? O il produttore! Se in esposizione C’ERANO I PIATTI GIUSTI, vuol dire che QUANDO VOGLIONO, LI FANNO!!!”
  • “No, è segreto aziendale

La mia interazione con l’Interspar per ora finisce qui.

Non posso però non pensare che APS ha risposto lo stesso a proposito dell’origine dei rifiuti, a Michele del WWF…e che questa “segretezza” confligge direttamente con il diritto del consumatore all’acquisto consapevole e sostenibile. Inoltre la trasparenza dovrebbe, a mio avviso, rientrare nella deontologia del commerciante. Come fa il consumatore ad essere sicuro della qualità del prodotto, se non può risalire nè al produttore né alla zona di produzione???

Se conoscete qualcuno che possa darmi una mano ad avere I PIATTI GIUSTI, FATEMELO SAPERE!!!

Ester Giusto

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estergiusto

Autore: estergiusto

Ingegnere per l'Ambiente Insegnante per...passione :) Nata a Padova nel '78, laureata con sollievo di tutti ed in particolare mio in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio (sia a Padova che in Danimarca - questo lo sottolineo perché ha sempre un certo impatto), ho lavorato come ingegnere per 9 anni per una grande azienda padovana. Da ormai quasi 3 anni "vivo di rendita" in senso propriamente detto: grazie ad i miei genitori che mi hanno insegnato l'arte della sobrietà, nonostante le mie entrate non siano esorbitanti (oggi gli ingegneri son pagati meno degli operai!) sono riuscita a mettere da parte il necessario per acquistare una casetta sgarrupata, ma con giardinetto, a meno di mezzora a piedi dal centro: questa è vita! Qui vivo con due malcapitati inquilini tedeschi e con due gambiani - il mio compagno/marito ed un amico - che ritengono di essere le mie cavie. E forse lo sono. Nel poco tempo libero che mi lascia la mia attuale professione di "house manager" insegno in lingua italiana (con qualche incursione nell'inglese e nel francese se serve) educazione civica ed ambientale ed altre materie su richiesta...super-interessante, no? Per me, si :D *** Environmental engineer En...thusiast teacher Born in Padova in 78, graduated -with relief of all my family and especially mine - in Environmental Engineer (both in Padova and in the Technical University of Denmark - I underline this as it has always a certain impact), I worked as a engineer for 9 years for an important company. From about 3 years I live of annuities, thanks to my parents who tought me the art of sobriety and of surviving even if incomes are not enormous (today Italian engineers are paid less than factory workers). I could save enough money to buy a little house, decrepit but with garden, at less than 30 mins from the city center: this is life ;)! Here, I live with two unfortunates German students and two Gambian guys (my husband and a friend), who think they are my "guinea pigs". And maybe, in some ways, they are ;) In the free time left by my "house manager" profession, I try to teach a new subject: civic plus environmental education (and other subjects on request). Interesting, right? For me, definitely! :D

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