Eco-Corsi in italiano

Educazione alla sostenibilità per cittadini italiani e stranieri

Richiesta alle associazioni umanitarie

Richiesta inoltrata da noi sostenitori di UNHCR e di altre associazioni umanitarie, a nome di coloro che vorrebbero un mondo più vivibile per tutti, inclusi i loro figli e nipoti.

A livello mondiale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, si assiste ad un trend di crescita demografica in continuo aumento. Questo perché, nonostante le difficili condizioni in cui vivono molte famiglie, fortunatamente le medicine e gli aiuti umanitari permettono a molti bambini di sopravvivere.

Ma “sopravvivere” è sufficiente? Il fine della vita non dovrebbe essere piuttosto la felicità ed il benessere? Quale benessere potremo assicurare ai giovani del futuro, se il loro numero aumenta a dismisura mentre le risorse rimangono le stesse?

Gli stati industrializzati, per assicurare ai propri cittadini un benessere sempre maggiore (talvolta non proporzionato con quanto basterebbe ad assicurare la felicità), estraggono risorse dagli stati in via di sviluppo, dando ben poco in cambio. Ora addirittura molti stati più ricchi “comprano” i terreni degli stati più poveri.

Questo tipo di economia provoca sempre più attriti, guerre e sofferenza.

Ora, due sono le soluzioni, e probabilmente entrambe vanno applicate:

  • Una è quella di ridurre i consumi di chi vive nei paesi industrializzati a livelli ragionevoli. Molti cittadini istruiti e consapevoli già cercano di auto-regolare i loro consumi, di utilizzare fonti di energia rinnovabili e di incidere sul mercato globale tramite la scelta di prodotti locali che certificano l’eticità della filiera produttiva. E di non essere schiavi del mercato che induce all’acquisto di beni materiali per soddisfare invece bisogni di socialità.
  • La seconda soluzione è quella di rendere consapevoli i cittadini che più figli si fanno, meno si potrà assicurare loro un futuro di benessere e di felicità. Grazie alla scienza, alla medicina, alla tecnologia, una sola persona può produrre cibo, beni ed assistenza sanitaria per altre centinaia di suoi simili. L’educazione sviluppa inoltre delle società in cui il sostegno reciproco non si ferma al livello di singolo nucleo familiare, ma si allarga alla comunità, vista come “famiglia allargata”. Per questo motivo, non è più necessario che ci siano molti giovani a prendersi cura degli anziani.

La richiesta che formuliamo è che UNHCR attivi una duplice campagna per il controllo demografico. Una da portare avanti presso la popolazione, la seconda presso i governi.

  • Con la prima campagna, l’UNHCR dovrebbe cercare di informare ed educare le popolazioni che ricevono gli aiuti verso paternità e maternità più consapevoli.
  • Con la seconda campagna, UNHCR dovrebbe rivolgersi ai governi dei paesi che ricevono aiuti, e dovrebbe richiedere degli sforzi, in primis a livello legislativo, per contenere e possibilmente annullare la crescita demografica. Si potrebbero ad esempio destinare maggiori aiuti a quegli stati che sapranno garantire le percentuali di crescita inferiori.

Ovviamente UNHCR dovrà proporre sistemi di controllo demografico rispettosi della dignità dell’uomo, e verificare che siano applicati. Le campagne di informazione, sia fatte direttamente che tramite i governi beneficiati, sono sicuramente lo strumento da privilegiare, e potrebbero essere portate avanti con la collaborazione di altre associazioni umanitarie, quali l’UNICEF ed anche associazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace…).

Nella speranza che questa richiesta sia tenuta in considerazione,
porgiamo cordiali saluti e un augurio affinchè le campagne umanitarie abbiano sempre più sostenitori e siano sempre più efficaci.

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estergiusto

Autore: estergiusto

Ingegnere per l'Ambiente Insegnante per...passione :) Nata a Padova nel '78, laureata con sollievo di tutti ed in particolare mio in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio (sia a Padova che in Danimarca - questo lo sottolineo perché ha sempre un certo impatto), ho lavorato come ingegnere per 9 anni per una grande azienda padovana. Da ormai quasi 3 anni "vivo di rendita" in senso propriamente detto: grazie ad i miei genitori che mi hanno insegnato l'arte della sobrietà, nonostante le mie entrate non siano esorbitanti (oggi gli ingegneri son pagati meno degli operai!) sono riuscita a mettere da parte il necessario per acquistare una casetta sgarrupata, ma con giardinetto, a meno di mezzora a piedi dal centro: questa è vita! Qui vivo con due malcapitati inquilini tedeschi e con due gambiani - il mio compagno/marito ed un amico - che ritengono di essere le mie cavie. E forse lo sono. Nel poco tempo libero che mi lascia la mia attuale professione di "house manager" insegno in lingua italiana (con qualche incursione nell'inglese e nel francese se serve) educazione civica ed ambientale ed altre materie su richiesta...super-interessante, no? Per me, si :D *** Environmental engineer En...thusiast teacher Born in Padova in 78, graduated -with relief of all my family and especially mine - in Environmental Engineer (both in Padova and in the Technical University of Denmark - I underline this as it has always a certain impact), I worked as a engineer for 9 years for an important company. From about 3 years I live of annuities, thanks to my parents who tought me the art of sobriety and of surviving even if incomes are not enormous (today Italian engineers are paid less than factory workers). I could save enough money to buy a little house, decrepit but with garden, at less than 30 mins from the city center: this is life ;)! Here, I live with two unfortunates German students and two Gambian guys (my husband and a friend), who think they are my "guinea pigs". And maybe, in some ways, they are ;) In the free time left by my "house manager" profession, I try to teach a new subject: civic plus environmental education (and other subjects on request). Interesting, right? For me, definitely! :D

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