Eco-Corsi in italiano

Educazione alla sostenibilità per cittadini italiani e stranieri

Uomo, fermati!

Uomo, fermati!

Ferma le macchina, scendi ed ascoltami. Fabbriche, interrompete le vostre produzioni. Impiegati, mettete giù la penna. Mamme, casalinghe, lasciate le vostre occupazioni.

Devo dirvi una cosa, una cosa importante.

La vita è un miracolo. Ogni vostra cellula, è un miracolo. E dunque ognuno di noi, insieme organico di cellule, è un miracolo.

La scienza ha spiegato molte cose. Ma non come questa cellula vitale si sia creata: una cellula è troppo complessa per essere il risultato di una combinazione casuale!

Siamo formati da miliardi e miliardi di cellule, miliardi e miliardi di miracoli si compiono ogni secondo in ognuno di noi.

Ora questo miracolo è messo in serio pericolo. Da cosa? Da un asteroide che viene dallo spazio? Da un improvviso fenomeno interno al nostro pianeta terra che ne provocherà l’istantanea esplosione?

No, niente di tutto questo.

Questo miracolo rischia di essere cancellato per sempre dalla mancanza di intelligenza collettiva. Siamo singolarmente, come esseri umani, abbastanza intelligenti. Molto intelligenti, se paragonati ad individui di altre specie. Anche se talvolta il nostro gatto ci sembra più intelligente di tutti i nostri familiari.

Ma globalmente, negli ultimi anni, stiamo mostrando un preoccupante aumento di stupidità!

Ci siamo dotati delle più perfezionate tecnologie, la medicina continua a donarci anni di vita in più, la scienza a svelarci segreti che ci portano ad esplorare l’universo oltre a noi e ci confermano che qui a due passi altri pianeti belli, ospitali e generosi come il nostro, non ce ne sono…

…e noi, noi intelligentoni, noi geniacci fra gli esseri dotati di cervello, che facciamo??? Distruggiamo tutto. Mentre c’è ancora chi scopre come è fatto il castello, c’è chi si occupa di togliere i mattoni, e nemmeno dall’alto, ma dagli strati bassi delle mura. Che succede quando si rimuovono le lattine alla base di un cono di lattine al supermercato?

Ora dovete ascoltarmi. Se collettivamente ci è rimasto un briciolo di raziocinio, dobbiamo farlo.

La cellula è un miracolo, abbiamo detto. Ma è un miracolo studiato in tutti i suoi dettagli, che segue logiche ben precise. La cellula umana è molto simile ad una qualsiasi altra cellula vivente.

Ora, a causa del nostro “sviluppo”, anche detto “crescita”, incontrollato, rischiamo di bloccare, come un cacciavite incastrato in un ingranaggio, questo miracolo. Già migliaia e migliaia di agglomerati di cellule che costituiscono gli individui di altre specie si stanno estinguendo, grazie a quel grezzo cacciavite che la nostra tecnica è rispetto al funzionamento dei sistemi naturali.

L’aver immesso nell’ambiente tutti questi gas, che il lavoro paziente delle piante e la decomposizione e stratificazione di organismi nei millenni hanno intrappolato sotto la superficie terrestre, ha cambiato l’equilibrio climatico, e qualche specie (qualche milione, appunto) più sfortunata della nostra ci ha già rimesso penne peli squame e quant’altro.

“Tanti saluti a tutti, ero l’ultimo della mia specie, forse ci rivedremo fra qualche miliardo di anni, dopo il prossimo big bang.”

E pensare che noi siamo un po’ restii a dire “good-bye” alla vita: anzi, ci affanniamo a cercare la pillola della giovinezza e ad allungare quello stress, quella corsa, che caratterizzano sempre più il nostro quotidiano tran-tran. Per noi è ancora un mistero come la nostra cellula, l’unità più semplice che ci costituisce, si sia evoluta, eppure siamo già così tronfi e sicuri di noi: vogliamo spadroneggiare su tutto, non accettiamo di esserne solo una minima parte, di quel tutto, e come parte, di essere soggetti alle sue regole!

Ebbene, siamo arrivati al dunque: coloro che non sono messi in ginocchio (o a nuotare) dall’inasprirsi degli eventi climatici e dalle conseguenti alluvioni, frane, uragani ecc., cominciano a sentire qualche acciacco per l’aver ingurgitato o manipolato elementi che la natura aveva ben confinato nella roccia e nelle profondità della terra, e a cui il nostro “giovane” (in senso geologico) organismo non è affatto avvezzo.

Mercurio, piombo, cadmio, uranio residui delle nostre attività, molecole complesse composte dai più vari elementi risultanti dagli scarti delle nostre produzioni da alchimisti un po’ inesperti, stanno entrando in concentrazioni sempre maggiori nei cicli naturali. E di questi cicli naturali noi non siamo spettatori esterni, come osservatori davanti ad uno schermo: siamo nientepopodimeno che utilizzatori e parte della catena a nostra volta, tant’è che respiriamo, mangiamo, restituiamo i resti del nostro metabolismo nello stesso ambiente da cui poi prendiamo la nostra aria ed il nostro cibo, e nello stesso ambiente ci riproduciamo.

Gli effetti di queste sostanze che stiamo immettendo nei cicli naturali, e che prima non c’erano (e infatti le chiamiamo “xenobiotiche”) cominciamo a sentirli su larga scala, ora.

Stiamo ancora rincorrendo il mito dell’eterna giovinezza, tutti pompati di botulino testosterone ormoni vari, ed ecco: nostro figlio si ammala. Prima di asma, poi di tumore. E qualche volta, mentre noi rincorriamo la sua giovinezza, lui la abbandona definitivamente, sotto i nostri occhi inebetiti dal dolore.

Abbiamo veramente capito tutto? O qualcosina ci sfugge?

Mentre sei sotto ai ferri per rifarti il sottomento, ti capita in mano una statistica dell’eurostat:
mio caro, dice la statistica, sii contento! Congratulazioni: vivrai fino a 105 anni! E anche dopo che la tua avventura sopra la superficie terrestre sarà terminata, il tuo aspetto sarà ancora giovanile, la pelle turgida, gonfia come un panetto per molti, molti anni. E’ proprio il caso di dire che venderai cara la pelle! Il tuo corpo sarà indigesto alla maggior parte degli organismi incaricati di trasformarlo in qualcosa di più semplice e di farlo rientrare nei cicli vitali altrui. “Altrui”: e che parola è? Che significa, “altrui”? Tutto ciò che non sei tu, non ha alcuna importanza tanto, no?

Le righe seguenti sono dettagli, per cui non facciamoci caso…

siamo costretti ad informarti che, dei tuoi 105 anni,  gli ultimi 5 anni qualche strano composto, accumulatosi nelle tue cellule nervose, ti manderà in scompiglio tutti i ricordi passati. Nei precedenti 13 anni, soffrirai di spasmi respiratori dovuti a continui attacchi di asma allergico, sarai impegnato ulteriori 7 anni a sconfiggere un cancro alla prostata..

…ecco, tutto qui! Ma ti rimarranno ben 80 anni di vita sana!!! E i tuoi anni di vita totali aumenteranno un sacco, non è il caso di sottilizzare, no?!

Esseri umani, viventi, stiamo ad ascoltare:
a questo siamo arrivati, e sarà sempre peggio.

MA NON SIAMO SENZA VIA D’USCITA!!! La via d’uscita forse c’è, e ce la suggerisce quel cervello che spesso dimentichiamo di usare. Addirittura, la via d’uscita non è nemmeno una sola, ma è duplice!

Prima via:
bloccare tutto, darci un taglio totale a questo stile di vita, e tornare ad essere un po’ sobri (cosa che dovremo fare comunque, almeno nei primi tempi, e si chiama “decrescita”…dovremmo cercare di renderla più felice che si può), e poi

Seconda via: AUTOREGOLARCI COME SPECIE.

Tutte le altre specie, quando le risorse diventano scarse rispetto al loro numero, si riducono in numero a loro volta.

L’uomo, da 1 miliardo di individui, è passato a 7 miliardi, sfruttando però più energia e risorse di quanto i cicli naturali siano in grado di sostenere per rigenerarsi e mantenersi nel loro perpetuo equilibrio. Stiamo intaccando l’equilibrio naturale e distruggendo ormai il nostro habitat e, di conseguenza, il nostro stesso organismo si sta “sbilanciando”.

Dunque, in cosa consisterà mai la seconda via?
Nel …RIDURCI DI NUMERO!

E come faremo???

Non è in fondo, troppo complicato. Quello che le altre specie subiscono naturalmente tramite i meccanismi naturali, noi lo regoleremo tramite la nostra intelligenza e razionalità. Finalmente, cercheremo di applicare un po’ di intelligenza collettiva, cioè di specie, e non solo individuale.

Ognuno dei nostri 263 stati sul pianeta terra potrà legiferare quanto segue (in forma più sintetica):

“Considerato che le risorse non sono infinite
considerato che il nostro sistema è già messo in grave repentaglio dalle modifiche che vi abbiamo introdotto
considerato che a nessun uomo singolarmente piace rinunciare al proprio benessere
alla propria gustosa razione di cibo quotidiano
al calore che gli permette di vivere confortevolmente anche d’inverno
al fresco che gli permette di vivere confortevolmente anche d’estate
all’acqua limpida per farsi il bagno, e non solo nel proprio bagno ma anche nei fiumi nei laghi e nel mare
e ad acqua buona da bere
nonché a bevande più saporite
considerato che nessun uomo vuole sentirsi limitare nei propri spostamenti alla scoperta di una parte e dell’altra del globo, e anche dell’universo fuori dal globo
e che non gli basta vivere sotto un tetto fra quattro muri distanti 2m uno dall’altro, ma vuole anche avere spazi comodi;
considerato tutto questo e tanto altro ancora

il governo di questo stato sancisce la NECESSITA’ DELLA DECRESCITA DEMOGRAFICA, IN RAGIONE DEL 10% AD OGNI GENERAZIONE, finché la popolazione non si sia ridotta a 1/10 di quella registrata alla data di approvazione di questa legge.

Dal momento dell’entrata in vigore di questa legge, 30 giorni dopo l’approvazione e la pubblicazione,

ogni coppia che intenda avere un figlio e non lo stia già aspettando, lo dichiarerà al proprio Distretto. Fra 10 coppie che intendano avere un figlio, la Comunità sarà chiamata a sceglierne una, ad estrazione o secondo altro criterio votato a maggioranza. Solo questa coppia avrà diritto al figlio.

Questo bambino rappresenterà il futuro della comunità, e tutti potranno aiutare la coppia affinché questo bimbo possa vivere bene.

Lo Stato prevede, entro 60 giorni dall’approvazione di questa norma, l’emanazione di disposizioni atte a semplificare il sistema delle adozioni, in modo da permettere a coloro che lo desiderino di prendersi cura di un bimbo senza genitori, o i cui genitori richiedano questo tipo di aiuto.”

Una norma di questo tipo richiede senso di sacrificio e generosità estremi…eppure dobbiamo iniziare a pensare a questo problema ed ai vantaggi, per la nostra specie e per le altre, di contenere la sovrappopolazione: non più problemi di lavoro, non più tensioni fra gli stati per l’approvvigionamento delle risorse, più tempo libero per ciascuno perché quanto si produce è sufficiente a soddisfare tutti, rischi contenuti di perdere la bellezza della natura che ci circonda, grazie alla limitazione dell’inquinamento…

Per altre letture amene su prospettive possibili, consiglio la seguente lettura (segnalatami da Efrem), dal Blog del prof. Ugo Bardi

http://ugobardi.blogspot.it/2012/10/i-prossimi-10-miliardi-di-anni.html

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estergiusto

Autore: estergiusto

Ingegnere per l'Ambiente Insegnante per...passione :) Nata a Padova nel '78, laureata con sollievo di tutti ed in particolare mio in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio (sia a Padova che in Danimarca - questo lo sottolineo perché ha sempre un certo impatto), ho lavorato come ingegnere per 9 anni per una grande azienda padovana. Da ormai quasi 3 anni "vivo di rendita" in senso propriamente detto: grazie ad i miei genitori che mi hanno insegnato l'arte della sobrietà, nonostante le mie entrate non siano esorbitanti (oggi gli ingegneri son pagati meno degli operai!) sono riuscita a mettere da parte il necessario per acquistare una casetta sgarrupata, ma con giardinetto, a meno di mezzora a piedi dal centro: questa è vita! Qui vivo con due malcapitati inquilini tedeschi e con due gambiani - il mio compagno/marito ed un amico - che ritengono di essere le mie cavie. E forse lo sono. Nel poco tempo libero che mi lascia la mia attuale professione di "house manager" insegno in lingua italiana (con qualche incursione nell'inglese e nel francese se serve) educazione civica ed ambientale ed altre materie su richiesta...super-interessante, no? Per me, si :D *** Environmental engineer En...thusiast teacher Born in Padova in 78, graduated -with relief of all my family and especially mine - in Environmental Engineer (both in Padova and in the Technical University of Denmark - I underline this as it has always a certain impact), I worked as a engineer for 9 years for an important company. From about 3 years I live of annuities, thanks to my parents who tought me the art of sobriety and of surviving even if incomes are not enormous (today Italian engineers are paid less than factory workers). I could save enough money to buy a little house, decrepit but with garden, at less than 30 mins from the city center: this is life ;)! Here, I live with two unfortunates German students and two Gambian guys (my husband and a friend), who think they are my "guinea pigs". And maybe, in some ways, they are ;) In the free time left by my "house manager" profession, I try to teach a new subject: civic plus environmental education (and other subjects on request). Interesting, right? For me, definitely! :D

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